Mappatura avanzata delle ombre digitali: analisi precisa della vulnerabilità strutturale degli edifici storici in Italia

Le ombre digitali non sono semplici fenomeni visivi, ma strumenti quantitativi essenziali per la preservazione del patrimonio architettonico italiano. Grazie a una metodologia integrata che fonde geomatica, fisica della radiazione solare e modellazione 3D semantica, è possibile mappare con precisione millimetrica la variazione temporale delle ombre su edifici storici, rivelando dinamiche di microclima e meccanismi di degrado spesso invisibili agli occhi. La metodologia Tier 2, come delineata nel contesto del Tier 2, va oltre la semplice visualizzazione: trasforma dati geospaziali in indicatori azionabili per la conservazione preventiva.

1. Fondamenti della mappatura delle ombre digitali
La mappatura delle ombre digitali si basa su un modello computazionale che simula le proiezioni spaziali e temporali delle ombre proiettate da elementi architettonici, vegetali e artificiali su superfici storiche. Questo processo integra dati geospaziali (immagini Sentinel-2, LiDAR, DTM), registri storici e parametri solari, utilizzando tecniche di ray tracing e transfer radiativo per riprodurre l’interazione tra luce solare e geometrie complesse.
Per gli edifici storici, dove l’ombreggiatura modula microclima, umidità superficiale e cicli di espansione/contrazione dei materiali, questa analisi consente di quantificare il degrado con precisione centimetrica, identificando zone critiche esposte a ombreggiature persistenti. La precisione sub-pixel della georeferenziazione garantisce che ogni ombra proiettata sia mappata su coordinate reali, essenziale per correlare modelli virtuali con misurazioni in situ.

2. Integrazione dei dati di base: il pilastro del Tier 1
La robustezza del modello dipende dalla qualità e dall’allineamento dei dati di ingresso.
– **Immagini satellitari e LiDAR**: Copernicus Sentinel-2 fornisce risoluzione spaziale fino a 10 m, ideale per il contesto urbano italiano; dati LiDAR ad alta densità (≥10 punti/m²) permettono la ricostruzione 3D accurata di facciate, merlature e cortili, fondamentale per catturare dettagli architettonici che influenzano l’ombreggiatura.
– **Georeferenziazione**: Ogni dataset deve essere allineato con precisione sub-pixel, usando punti di controllo (GCP) derivati da rilievi storici o monumentali, assicurando che le ombre siano proiettate su coordinate veritiere rispetto a coordinate geografiche reali, soprattutto per analisi stagionali.
– **Standardizzazione**: Conversione in formati interoperabili come CityGML e IFC garantisce compatibilità tra software architettonici (Archicad, Revit), piattaforme GIS (QGIS, ArcGIS Pro) e motori di rendering (Enscape, Twinmotion), facilitando l’integrazione dei dati.

3. Metodologia Tier 2: dalla pianificazione alla simulazione avanzata
La metodologia Tier 2 si articola in quattro fasi operative, ciascuna con processi specifici e dettagli tecnici azionabili.

# tier2_anchor
# tier1_anchor
Fase 1: Definizione del campo di analisi e raccolta dati temporali
Selezionare le date critiche – solstizi, equinozi, periodi di massima ombreggiatura estiva/invernale – per un’analisi stagionale.
– **Dati ombreggiatrici**: Utilizzare software come PVGIS o Solargis, integrati con dati meteorologici locali (irradianza oraria, nuvolosità, aerosol), per ricostruire il percorso solare con accuratezza.
– **Calendario temporale**: Simulazioni orarie per un anno completo, con focus su 10 giorni consecutivi attorno ai solstizi, per catturare estremi di ombreggiatura.
– **Documentazione**: Registrare le condizioni atmosferiche di ogni giorno per correlare eventi climatici con variazioni ombreggiali.

Fase 2: Modellazione 3D semantica e motori di ray tracing
Creare un modello 3D semantico del sito, includendo dettagli architettonici critici (merlature, cornici, portali, aperture) con software come CityEngine o ArchiCAD, che supportano la semantica geometrica necessaria per la simulazione.
– **Motori di ray tracing**: Enscape, Twinmotion o TracePro simulano il percorso delle raggi solari su superfici inclinate e complesse, calcolando ombreggiature con precisione millimetrica. È fondamentale configurare correttamente l’orientamento iniziale del modello (latitudine, orientamento, inclinazione) in base al sito specifico: ad esempio, Roma (41.9°N, orientamento sud-est) richiede un’orientazione precisa per replicare il percorso solare stagionale.
– **Condizioni atmosferiche**: Inserire dati di irradianza e aerosol reali per riprodurre condizioni atmosferiche autentiche, evitando scenari ideali che distorcono i risultati.

Fase 3: Analisi quantitativa e correlazione con il degrado
Calcolare il coefficiente di ombreggiatura media annuale (COMA) per ogni superficie critica, definita come quella esposta a ombre persistenti (>6 ore giornaliere).
– **Identificazione zone critiche**: Facciate interne, cortili, portici e zone con elevata assorbenza di luce ombreggiata mostrano correlazioni dirette con accumulo di sali, fessurazioni e spaccature, soprattutto in materiali pietrosi o intonaci porosi.
– **Correlazione con dati in situ**: Utilizzare pyranometri portatili per misurare l’esposizione reale all’irradianza in zone identificate, validando i modelli virtuali e raffinando le previsioni.
– **Classificazione rischio**: Assegnare livelli di rischio ombra-indotto (basso, medio, alto) basati su COMA, intensità ombra mensile e durata stagionale, con raccomandazioni tecniche specifiche (es. ombreggiamento attivo, pulizia periodica).

Fase 4: Visualizzazione avanzata e integrazione GIS
Generare mappe ombre digitali dinamiche con heatmap mensili, sovrapponendo dati di vulnerabilità strutturale (crepe, distacchi) per identificare correlazioni spaziali.
– **Strumenti**: QGIS con plugin di overlay 3D e Enscape Twinmotion per visualizzazioni interattive in tempo reale.
– **Analisi predittiva**: Utilizzare algoritmi di machine learning per rilevare pattern anomali di ombreggiatura legati a microvariazioni climatiche o degrado strutturale, anticipando interventi preventivi.

4. Implementazione passo dopo passo: workflow operativo completo
# prep_data_anchor
Fase 1: Preparazione del dataset architettonico
– **Digitalizzazione**: Utilizzare scanner laser 3D o fotogrammetria con droni per acquisire planimetrie e modelli 3D con dettaglio fino a 2 cm.
– **Pulizia e correzione**: Rimuovere artefatti (punti fuori posizione, modelli frammentati) con software come CloudCompare o RealityCapture, garantendo coerenza geometrica.
– **Semantizzazione**: Assegnare tag e attributi ai corpi architettonici (es. “merlatura”, “portale”, “cortile”) per facilitare l’analisi ombreggiante.

# config_sim_anchor
Configurazione ambiente simulazione
– **Parametri solari**: Latitudine, orientamento, inclinazione del sito (es. Firenze 43.7°N, orientamento sud-ovest) impostati con precisione per replicare il percorso solare reale.
– **Condizioni atmosferiche**: Caricare dati storici di irradianza da PVGIS per il mese di analisi, simulando scenari nuvolosi, sereni e con aerosol variabili.
– **Esecuzione simulazioni orarie**: Eseguire processi su 365 giorni, concentrandosi sui 10 giorni attorno ai solstizi per catturare massimi e minimi ombreggiature.
– **Validazione in situ**: Effettuare misurazioni con pyranometri portatili su superfici critiche, confrontando i valori simulati con quelli misurati per ottimizzare i modelli.

# report_viz_anchor
Generazione report visivi e classificazione rischi
– **Heatmap ombre digitali**: Creare grafici mensili con colori progressivi (dal blu per

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